Limpidezza, igiene e purezza. Queste le parole chiave per assicurare un bagno sicuro nell’acqua della propria piscina. Come ottenerla? Bastano alcune semplici operazioni, eseguite con un po’ di precisione e alcuni prodotti specifici. Il termine sicurezza, quando si parla di piscina, assume molteplici significati, primo fra tutti quello di acqua pura, trasparente, impeccabile dal punto di vista igienico. Vogliamo fornire una guida semplice alla scelta e allo svolgimento dei trattamenti chimici (disinfezione) e fisici (filtrazione e pulizia) in modo da assicurare divertimento, svago e relax a tutta la famiglia. Non si tratta di operazioni complesse, che è possibile effettuare anche in autonomia con una dose di costanza, attenzione e precisione.
Il trattamento con cloro Il trattamento chimico più comunemente usato in piscina è quello a base di cloro, in grado di evitare la proliferazione di batteri e microorganismi nell’acqua che comportano non solo un intorbidimento della stessa, ma anche, e soprattutto, la trasmissione di possibili infezioni. Quanto cloro utilizzare? Per rispondere a questa domanda dobbiamo chiamare in causa diversi fattori: la temperatura esterna, il numero di bagnanti abituali, la presenza o meno di vento o pioggia. In commercio sono disponibili pastiglie di differenti dimensioni da inserire negli stimme o nei dosatori a lambimento. In particolare, dopo una forte escursione termica, un violento acquazzone o una giornata di maggiore frequentazione della piscina, è sempre consigliabile analizzare la quantità di cloro residuo nell’acqua e, se necessario, effettuare una clorazione shock. L’operazione consiste nell’immettere una quantità di cloro superiore al normale per riequilibrare il livello di disinfettante e ridonarle, se necessario, il suo aspetto sano.
Ossigeno attivo e bromo Prodotti alternativi alla disinfezione tramite cloro, il bromo e l’ossigeno attivo sono caratterizzati da un forte potere ossidante e disinfettante, sono inodori e non causano alcuna irritazione. Il bromo è in pastiglie e può essere utilizzato solo in dosatori a lambimento. L’ossigeno attivo si presenta in forma granulare, in pastiglie e sotto forma liquida e garantisce un trattamento disinfettante settimanale semplice e sicuro, grazie all’integrazione di un proprio microbicida. E’ un prodotto non stabilizzato, che deve essere misurato con maggiore frequenza rispetto al cloro tramite apposito test e che a volte può richiedere una ripetizione del trattamento.
Oltre la disinfezione A complemento dei prodotti per il trattamento dell’acqua, il mercato propone sgrassanti per la pulizia della linea di galleggiamento, repellenti per gli insetti, anti calcare, prodotti dedicati alla pulizia igienizzante di zone come docce e spogliatoi, fino ai trattamenti essenziali di messa a riposo della piscina in vista dell’inverno.
Per ottenere e mantenere un’acqua perfettamente trasparente, può rivelarsi utile l’adozione di: - un prodotto alghicida, che evita la formazione di depositi di alghe sul fondo, sulle pareti, in prossimità di scalette e nelle zone della piscina dove l’acqua ristagna assumendo una colorazione verdastra. - un flocculante, anche reperibile in forma di pastiglie da inserire negli stimme, efficace nell’eliminare le particelle in sospensione che, accumulandosi a causa dell’esposizione all’aria e agli agenti atmosferici, fanno assumere al’acqua un aspetto torbido. - un prodotto multifunzione, il cui obiettivo è quello di garantire in un’unica soluzione l’azione del disinfettante clorato, quella del flocculante e quella che previene la formazione di alghe. Tale prodotto ha in genere l’aspetto di una pastiglia ed è un sistema rapido per chi desidera provvedere con un solo prodotto a un trattamento chimico di base. - un correttore di pH.
Lunga vita al filtro la filtrazione è il cuore del sistema incaricato al corretto trattamento dell’acqua della piscina. L’impianto deve essere perfettamente calibrato alla quantità di acqua da trattare e deve interessare l’intero volume, in modo da risparmiare sulle spese di manutenzione ordinaria.
Il filtro richiede un lavaggio periodico con prodotti in polvere, da diluire oppure in forma liquida, facilmente reperibili. Gli impianti di filtrazione a sabbia o a cartuccia richiedono un trattamento periodici con un prodotto disincrostante, in grado di eliminare i depositi di calcare e una detersione generale.
Il locale tecnico Luogo adibito all’alloggiamento del gruppo di filtrazione (pompe e filtri), il locale tecnico rappresenta il cuore tecnologico della piscina. Al suo interno, a seconda dello spazio a disposizione, possono trovare riapro gli impianti adibiti al riscaldamento e al trattamento, i prodotti per la manutenzione e la disinfezione (scopa, spazzola, aspira fango, robot), oltre ai complementi di arredo e agli accessori per il divertimento, protetti durante la stagione invernale.
Una piscina automatica La possibilità di demandare la maggior parte delle operazioni quotidiane di controllo e trattamento dell’acqua ad un impianto completamente automatizzato ha permesso di rendere ancora più facile la gestione della piscina. Una scelta un po’ onerosa che consente però di garantire una maggiore precisione rispetto allo svolgimento manuale delle diverse operazioni. Partiamo dai dosatori: l’esempio più classico è il clorinatore che, montato sul circuito di alimentazione, si occupa soltanto di rilasciare in acqua i prodotti chimici, in modo lento e regolare per diverse settimane senza occuparsi della regolazione del pH. Per automatizzare anche questa funzione, occorrerà scegliere una pompa dosatrice per il cloro. Che è in grado di correggere anche questo parametro fondamentale. Un’altra possibilità è rappresentata dal regolatore automatico, in grado di tenere sotto controllo l’interazione tra pH e l’azione del cloro.
Con un pizzico di sale Tra i trattamenti automatici maggiormente impiegati nelle piscine residenziali poniamo quello che si avvale dell’elettrolisi del sale, che riesce a trasformare il sale comune in cloro, senza dover apportare alcuna modifica al sistema di filtrazione esistente. Alcuni modelli prevedono anche l’inserimento all’interno della scatola di alimentazione di un computer che controlla il pH e il potenziale ossidante,cioè la quantità di coloro attivo in vasca, sollevando il proprietario dallo svolgimento manuale di questi controlli.
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